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Sono un’aquilana. Mi sono chiesta quanto può durare lo status di “terremotato”.
Credo di aver risposto “tutto il resto della vita”. E così ho deciso di raccontare come si vive in questo status. Questo blog è un archivio di pensieri, ricordi e riflessioni. Non serve a niente, ma serve a chi mi vuole bene e mi segue da lontano, e ai curiosi benevoli. Messaggi dentro una bottiglia, anche a nome e per conto di altri. In sostanza è anche la storia di settantamila ricostruzioni (tanti sono gli abitanti dell’Aquila), di case e di anime.

Considero i miei componimenti contenuti nella sezione “Roba da blogger”, senza offesa e solo come riferimento, come “ballate non pagate”, come quelle di Alda, che indegnamente ho per musa, insieme a Emily Dickinson e a Dorothy Parker.

“Padre, se scrivere è una colpa
perché Dio mi ha dato la parola
per parlare con trepidi linguaggi
d’amore a chi mi ascolta?
Ormai vecchia di anni e senescente,
dove trovare un filo di erba buona?
Che sai dei miei conventi, della grazia
matura delle sante, delle grandi
anime folli? Che posso io trovare
tra gli osanna dell’uomo di cultura?
Altrove è il canto, altrove è la parola
e Dio non la pronuncia”.
Alda Merini, “Ballate non pagate”

“Che posso io trovare tra gli osanna dell’uomo di cultura?” dice Alda. Niente, rispondo io. Anche perché ce n’è uno solo per me, di osanna da parte di un uomo di cultura: e l’ho messo nella pagina del critico, che vi invito a visitare. E con quella vi saluto, con un sorriso.

L’Aquila, agosto 2013 – … fino alla mia ricostruzione?

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mailto: memoriedalsottosuolo2013@gmail.com