piazzaviva


LA CITTA’ DEI RAGAZZI

Riflessioni ad alta voce Il modo in cui una società considera i ragazzi denota il grado di civiltà della comunità che la abita. L’adolescenza, nel nostro mondo, è davvero un’età critica. Ai bambini in tenera età, com’è giusto, bisogna concedere tanto, perché non sono autonomi. I ragazzi invece devono imparare la loro autonomia, e non è una condizione facile, né … Continue reading

MA NON E’ L’AUTOGESTIONE

Un bug di facebook ha resettato il contatore delle condivisioni. Riparo mostrando in calce il report settimanale: l’articolo è stato letto da circa 4.000 persone   In molti diranno che sono le solite scuse per non fare la scuola. Diranno, magari tra i denti, che ‘sti ragazzi se le inventano tutte per saltare le lezioni. Si chiederanno che cosa vogliono. … Continue reading

GUARDANDO NORCIA

Ho scritto questa cosa guardando Norcia. E sembravano tempi lontani, che mai più sarebbero tornati. Pochi giorni dopo, invece, è accaduto di nuovo…. Guardando Norcia, mi viene da piangere. E non posso non ricordarmi degli ultimi tempi nella tendopoli. La neve, gli stranieri, poche eccezioni di aquilani irriducibili. Una sera disegnai un simpatico algoritmo: “Se in tendopoli finisce la carta igienica”. … Continue reading

MODELLO GIUDITTA

Senza polemica. Ditemi solo se sbaglio e se ricordo male. Nel 2009 all’Aquila non fu mai realizzato il progetto governativo di costruire una “new town”. L’idea di costruire “L’Aquila 2” (stile Milano 2) per la quale erano già pronti i progetti in qualche cassetto (a meno che non sia una leggenda metropolitana, come quella dei 50.00 sacchi pronti), insomma l’idea … Continue reading

LE NARRAZIONI DI PLUTO JU CANE

Prologo Pluto era un grosso meticcio simil-pastore tedesco, col pelo arruffato e focato, vecchio, ma con guizzi di accesa gioventù all’occorrenza. Una di quelle creature che stanno sulla terra come fiori ostinati, incapaci di perdere colori e profumo col passare degli anni. Era dentro tutte le fotografie, esibito in mille narrazioni  diverse. Per alcuni Pluto ju cane era il randagismo … Continue reading

“AULULARIA” IN AULA MAGNA

Presento con orgoglio la mia ultima esperienza di lavoro: la lettura recitata dell’Aulularia di Plauto. Il “reading” di un testo latino, in questo caso una commedia, consente di sviluppare competenze straordinarie nei giovani allievi: i concetti di personaggio, maschera, movimento scenico, unità aristotelica, carattere teofrasteo, Atellana, teatro greco-latino resteranno indelebili nelle loro menti, e costituiranno fondamento dei futuri apprendimenti sulla Commedia … Continue reading

QUANTO SOLE

Quanto sole in questa Tenebra che ascolto. Quanta vita in questo giovane che ti dà il brivido. E ora che si tirano le somme come faccio? come faccio a quantizzare il suo sapere? a collocarlo sulla scala del dovere? Dove metto tutte queste parolacce nella griglia della valutazione autentica? Come faccio a preparargli l’eccellenza per un’azienda che vede in tutto … Continue reading

CENTOGIORNI DI VOI

  Bellissime le mie ragazze, l’altra sera. Tutte eleganti, sobrie, raffinate. Nessuna fuori luogo, nessuna che sembrasse una caricatura. Così mi sono detta… ah… la cultura!… come raffina e esalta la Natura! Di voi mi porto dentro tante cose. Il modo in cui affrontate ogni giornata. Il vivervi una malattia feroce. Quel superare ostacoli saltandoli. Il farvi largo tra difficoltà … Continue reading

RESTA

  Torna la vecchia chiesa nuova nelle valle del fiume scarno che da solo corre. Resta lì accanto il gran tendone bianco e la casetta di legno con la croce e la campana di ferro dalla voce cara. Una madonna senza mani rubate dalla terra in una notte sola, resta. Racconta che i miracoli non hanno mai le mani. Perché … Continue reading

LA VOCE

  Un tempo pensavo che fare “lo spesone” col carrello avrebbe diminuito le volte in cui mi toccava andare al supermercato. Niente di più falso. Il supermercato è un ventre di vacca: guai a entrarci col carrello. Bisogna entrare con un paio di buste robuste, arraffare il necessario, lista alla mano, e poi dirigersi lenti e inesorabili verso la cassa … Continue reading

LO STRANO CASO DEI GATTI SUL BALCONE

Il piccolo colle che ospita le CASE regge abbastanza bene al tempo. Cadono pezzi dal soffitto delle piastre, e le scale di metallo assumono l’aspetto arrugginito dell’incuria. Noi si resiste. Nessuno le ha mai sentite sue, queste casette, e ci viviamo come in un campeggio. Giochiamo un po’ alle Giovani Marmotte: chi mette fiori al giardinetto, chi tira tende per … Continue reading

HO IMPARATO

Questo testo è stato scritto per la ricorrenza del 6 aprile 2015, per il sito dei miei amici di “Città della Gioia” Onlus, Pasquale e Gabriella Salvio e per gli altri amici di Napoli che con noi furono solidali. Lo furono di persona, raccogliendo fondi per la mia scuola per le strade di Napoli. Persone così, ti danno la forza e la gioia di vivere. Grazie … Continue reading

ALLUNAGGIO

  Cinzia ieri mi ha detto: “affacciati laggiù, guarda sul tetto!”. Ed io l’ho fatto. Così t’ho vista dritta al vento, come il trofeo di una trincea piantato da un vecchio combattente ormai ferito. Nelle tue pieghe tricolori allegre ho ricontato tutte le mie guerre. Non sarà un caso che oggi è l’Otto Marzo. E sei orgogliosa e fiera vita … Continue reading

IL CILIEGIO

  Puoi averla amata o combattuta. Ma a quella nonna scopri un po’ alla volta di rassomigliare, mentre pian piano invecchi. Ti specchi, e con dei lampi brevi dell’immaginazione riconosci qualche tratto, un piccolo dettaglio d’espressione. Capisci allora che te la porti nella carne, pure se è morta prima che nascessi, pure se ormai è quarant’anni che non la rivedi. Io … Continue reading

RESTO PERCHE’

 “Se c’ero quando tutto è crollato, figurati se me ne vado proprio adesso che tutto rinasce…” In inverno il mare è cattivo, e se lo porta fino a primavera. In aprile poi, urla come un disperato e il vento ti trascina via e ti soffoca fino a levarti il fiato. Tu stavi in macchina dentro al bagagliaio, perché in camera … Continue reading

I BACI

Solo per i miei ventiquattro lettori. Quelli che condividono anche se non condividono. E di quei baci non c’è più il sapore. Il cioccolato non è più lo stesso, forte, denso, un po’ fondente e duro. Pure la nocciola è molle, non è diffusa in granellini e mescolata. Sembra pensata per anziani provvisti di dentiera. E nell’insieme ciò che senti … Continue reading

MAVERICK

“Io scrivo solamente per curare. E se funziona con me, anche con gli altri potrebbe funzionare”   Maverick ed io arrivammo qui lo stesso giorno. Il terremoto s’era portato via le case otto mesi prima, e chissà in quegli otto mesi dov’era stato, Maverick, per sembrare appena uscito da un albergo a cinque stelle: il pelo lunghetto, liscio, ben pettinato. … Continue reading

SOLIDARIETA’, LUMINI E CARRIOLE

S’è perso il concetto reale della solidarietà. Una volta si diceva “Forza!… Sei tutti noi”. Oggi si dice “Noi siamo tutti te”. Anzi, “Io sono te”. Io sono Charlie, io sono Vittorio Arrigoni, io sono Fabrizio Quattrocchi. “Io sono”. In questo lago dilatato in cui si affoga è sempre l’Io che conta, e che galleggia. Non ci vuole un grande … Continue reading

IL NOME DEL PADRE

Li ho sentiti ridere della povera suora. Non li ho sentiti chiedersi quanti anni avesse. Ventitré? Solo ventitré? Abbastanza per sapere come si concepisce un figlio. Non li ho sentiti dire che ventitré anni non sono abbastanza per non fare sciocchezze. Non li ho sentiti chiedere a che età fosse entrata in convento novizia. Diciotto? Solo diciotto? E’ scappata di … Continue reading

IL MIO NATALE

  Disse un uomo che una mano è cinque dita e quattro spazi vuoti. Perché? – mi chiedo oggi che è natale – perché mi sembrano ridicole le dita? Le dita stortignàccole composte di falangi articolate, belle cicciotte, specie se addobbate. La vita insegna. Insegnano, i terremoti. Che più di quelle dita ben tornite contano i quattro spazi vuoti.   … Continue reading

LA LINGUA

  A volte sogno un modo parallelo, altro da questo. Dove si possa stare, vivere e parlare attraverso piccole comunicazioni di servizio. “Arrivo” “Dammi una mano” “Ci sono” “Poi ti chiamo” “A dopo” “Sono emozionato”. Messaggi corti, detti in un sol fiato e lenti, senza fraintendimenti. Come gli avvisi ai naviganti. “Mari: mossi” “Tenersi alla banchina” “Sporadiche precipitazioni emozionali” “Libeccio: … Continue reading

LA FORZA

  Parlano e contano. Parlano e dicono parlano e contano numeri, fatti grafici, statistiche. Importa forse quanti caduti restino per terra a chi non sta sul fronte a combattere la guerra? Importa niente, ai numeri che fanno storia, delle nostre schiene piegate sotto il peso dei traslochi senza più memoria? Noi non abbiamo una stupida vita normale. E non può … Continue reading