MINIMA ANIMALIA

Per la mia generazione il rapporto di rispetto degli animali non è così scontato come è per queste nuove. I nostri genitori ci trasmettevano infatti un rapporto con gli animali piuttosto barbaro: gli animali erano sporchi, portavano malattie, non capivano, non erano dotati di sensibilità e semplicemente esistevano per servire l’uomo.

Quindi per noi il rispetto degli animali e il loro riconoscimento in quanto creature dotate di intelligenza e sensibilità è una vera e propria conquista.

Così, se un giorno ti ritrovi con un cane, ti devi improvvisare.

Il cane non ha un suo tempo, il suo tempo è quello tuo, lui vive in attesa che tu ritorni per poter vivere il suo tempo, che è quello che ha con te. Il cane ti guarda e aspetta che tu dica andiamo.
Allora piano piano ti lega, ti mette il suo guinzaglio. E ti ritrovi che ti porta a spasso.

Quando inizi a parlare con lui soltanto con gli occhi, sei in upgrade.

Ma il mondo è pieno di haters dei cani. In genere, sono quelli che hanno paura. Non rimprovero loro la paura, rimprovero loro che rompono le scatole agli altri. La loro paura viene prima.

Ma se avessero occhi, dietro quella paura, vedrebbero la poesia: qualcuno che porta a spasso un cane dal passo lento e con le occhiaie, adeguando il suo passo.

Aver vissuto una vita senza aver mai avuto un cane significa aver perso una poesia.

Non perché fate del bene al cane.
Non perché vi sentite soli.
Solo perché a lui puoi davvero dire: “per sempre”.

 

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