DA UNA FOTO RISALI

Da una foto risali
ai giorni dei lunghi capelli,
a quegli anni di piombo
e pistole alle mani.

Le mie
sapevano solo di fiori, di carta, d’inchiostro.

Se avessi voluto un amico
in mezzo alla foto di gruppo
sarebbe di certo il ragazzo più triste.

Sarebbe il ragazzo che un poco puzzava di fumo
a stargli vicino,
e non fumo d’erba, fumo di camino.

I figli dei ricchi fingevano i loro rattoppi,
e avevano i capelli fluenti e puliti.
Lui aveva le pezze ai ginocchi,
i capelli più corti, e i pidocchi.

Fu sempre da parte, cosciente
dell’essere margine,
assente.

Fu uomo assai prima degli altri
cosciente, silente
e senza sapere, sapeva.

Chi ha più di me, ha rubato
gli diceva suo padre,
non farti gregario degli uni o degli altri.
Ti mandano avanti a morire,
non puoi che guardarli spartire
.

Da una foto risali.
E allora ti chiedi chi è stato,
capisci che poco è cambiato.

I ricchi
restarono ricchi per tutta la vita
e presero il posto dei padri.
Occuparono sedie, pedane, poltrone rigonfie.
Chi si fece gregario ottenne favori,
cambiò il suo vestito,
lottò per levare una puzza che non era di fumo
– ma invano, al mio naso.

Chi credette per vere le idee di quegli anni
bruciò,
si distrusse di idee solitarie,
logorò dentro al fondo di un pozzo.
O morì sopra a un ciglio di strada.

Vicino al suo corpo,
soltanto una mano
a tirargli il lenzuolo sugli occhi:
la mano di quello
con in testa i pidocchi.
 
 

hippies
 
 

Tony Joe White – Closer To The Truth

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